Direttivo CLENAD Italia · Aprile 2026
Programma di Valorizzazione degli Esperti Nazionali Distaccati (END) al Rientro
Quadro normativo • Risultati CLENAD 2024 • Misure attuative • Guida alla Relazione di Fine Mandato END
Documento redatto sulla base del Rapporto CLENAD Italia 2024-2025, del Vademecum MAECI per i Punti di Contatto END, del Formulario per la raccolta delle buone pratiche, e delle iniziative del CLENAD ad Ottobre 2025
1Il Quadro Normativo di Riferimento
Il sistema degli Esperti Nazionali Distaccati (END) trova il suo fondamento nell’art. 32 del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (c.d. Testo Unico del Pubblico Impiego), progressivamente arricchito da successive disposizioni regolamentari e, da ultimo, da un’importante modifica legislativa ottenuta grazie all’impegno del CLENAD Italia.
1.1 Legge primaria: Art. 32 del D.Lgs. 165/2001
La norma primaria disciplina il servizio temporaneo all’estero dei dipendenti pubblici italiani. Le disposizioni fondamentali riguardano:
- Il distacco presso le amministrazioni pubbliche degli Stati membri UE, degli Stati candidati all’adesione e di altri Paesi con cui l’Italia intrattiene rapporti di collaborazione.
- Il distacco presso le istituzioni dell’Unione Europea.
- Il distacco presso organizzazioni ed enti internazionali di cui l’Italia fa parte.
- La garanzia che il personale in distacco rimanga a tutti gli effetti dipendente dell’amministrazione di appartenenza italiana.
Testo vigente — Comma 4, Art. 32, D.Lgs. 165/2001 (come modificato nel 2024)
Il personale che presta servizio temporaneo all’estero resta a tutti gli effetti dipendente dell’amministrazione di appartenenza. L’esperienza maturata all’estero costituisce titolo preferenziale per l’accesso a posizioni economiche superiori o a progressioni orizzontali e verticali di carriera all’interno dell’amministrazione pubblica ed è adeguatamente valorizzata, se di durata almeno biennale, nei bandi di concorso per l’accesso alla dirigenza, nonché nelle procedure di conferimento di incarichi dirigenziali qualora attinenti all’esperienza stessa.
1.2 Il DPCM 30 ottobre 2014, n. 184
Il decreto attuativo disciplina nel dettaglio il sistema degli END italiani, introducendo obblighi specifici di rendicontazione e valorizzazione:
- Art. 4: obbligo di relazione annuale dell’END all’amministrazione di appartenenza.
- Istituzione della Banca Dati degli END, gestita dal MAECI, con profilazione sistematica dei distaccati.
- Valutazione della performance individuale tenendo conto delle relazioni annuali e degli elementi di giudizio acquisiti presso le istituzioni UE.
- Coordinamento obbligatorio tra amministrazioni di appartenenza e uffici UE per la valutazione dell’END.
1.3 Il risultato legislativo del 2024: il ruolo del CLENAD
Il CLENAD Italia ha condotto un’intensa attività di advocacy istituzionale a partire dal luglio 2022, quando ha proposto l’istituzione di un tavolo di lavoro congiunto con il Dipartimento Funzione Pubblica, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e il Dipartimento Politiche Europee.
Tale impegno ha portato a risultati concreti:
- 12 settembre 2022: prima riunione del tavolo di raccordo Funzione Pubblica - CLENAD, con la presenza di tutte le amministrazioni centrali competenti.
- 30 marzo 2023: audizione formale del CLENAD Italia presso la Commissione Politiche UE della Camera dei Deputati.
- 6 giugno 2023: approvazione da parte della Camera di un ordine del giorno (On. Isabella De Monte) che impegna il Governo a valorizzare gli END al rientro in Italia - prima storica iniziativa sulla valorizzazione degli END.
- 2024: approvazione dell’emendamento all’art. 32, comma 4, del D.Lgs. 165/2001 che riconosce formalmente l’esperienza END come titolo preferenziale nelle progressioni di carriera e nei concorsi dirigenziali.
Ordine del Giorno parlamentare del 6 giugno 2023
Per la prima volta il Parlamento italiano ha riconosciuto in modo concreto l’esperienza degli END, impegnando il Governo a prevedere misure normative che garantiscano la valorizzazione dell’esperienza all’estero sia nei concorsi pubblici che attraverso incarichi dirigenziali. Questo risultato storico è frutto diretto del lavoro del CLENAD Italia con i propri interlocutori istituzionali.
2Il Sistema END Italiano: Dati e Analisi dal Rapporto CLENAD 2024–2025
Il Rapporto CLENAD Italia 2024-2025 offre una fotografia aggiornata e articolata del sistema END italiano, rivelando sia i punti di forza che le criticità strutturali che il presente programma intende affrontare.
2.1 Il contingente END italiano al 31 dicembre 2024
I dati al 31 dicembre 2024 mostrano un contingente italiano significativo ma con margini di crescita considerevoli:
| Indicatore | Dato 2024 |
|---|---|
| END italiani totali in servizio | 216 |
| Presso la Commissione Europea | 88 tra cui FRONTEX: 45 |
| Presso altri organi e organismi UE | 88 |
| Presso il SEAE | 32 |
| Provenienti da Amm. Centrali | 168 (78%) |
| Provenienti da Università/Ricerca | 22 (10%) |
| Distribuzione di genere | 70% uomini / 30% donne |
| Candidature 1° sem. 2024 vs 2011 | 68 vs 379 -82% |
| Bandi disponibili 1° sem. 2024 | 398 (in aumento) |
2.2 Criticità strutturali identificate dal CLENAD
Il Rapporto 2024-2025 mette in evidenza una serie di sfide che il programma di valorizzazione deve affrontare:
- Calo delle candidature dell’82% dal 2011 al 2024 (da 379 a 68), in paradossale contrasto con l’aumento dei bandi disponibili (398 nel primo semestre 2024), indicando una possibile crisi strutturale di attrattività dell’istituto END.
- Rischio di fuga dei talenti: funzionari altamente specializzati, al rientro dal distacco, non trovano nelle amministrazioni italiane un adeguato riconoscimento delle competenze acquisite, e sempre più frequentemente accettano incarichi presso altri Stati o presso le stesse istituzioni dell’Unione Europea.
- Sottorappresentazione in settori strategici: solo 7 END in DEFIS (Difesa), 6 in FISMA (Economia e Finanze), a fronte dell’enorme peso economico italiano in questi settori.
- Scarsa comunicazione interna delle opportunità END da parte delle amministrazioni, con conseguente perdita di profili qualificati potenzialmente interessati al distacco.
- Problematiche fiscali: il fisco belga ha notificato cartelle esattoriali a numerosi END per le allowances ricevute, creando un clima di incertezza che disincentiva ulteriormente le candidature.
2.3 Obiettivi strategici del CLENAD per il 2025-2028
Il Presidente del CLENAD, nel discorso al Parlamento Europeo del 30 settembre 2025, ha delineato tre obiettivi quantitativi:
- Aumentare il contingente END italiano fino a 300 unità, posizionate strategicamente nelle aree chiave per gli interessi nazionali.
- Rafforzare significativamente la presenza degli END nei settori Difesa (DEFIS), Economia e Finanze (FISMA) e Concorrenza (COMP), dove l’Italia è attualmente sottorappresentata rispetto al peso della propria economia.
- Costituire hub settoriali tematici che colleghino gli END in servizio, quelli già rientrati, le istituzioni italiane e le imprese, massimizzando il valore dell’esperienza acquisita.
In prospettiva, la Presidenza italiana del Consiglio UE nel 2028 rende ancora più urgente investire nel sistema END: i funzionari con esperienza europea sono risorse indispensabili per guidare i dossier prioritari dell’agenda europea.
3Il Programma di Valorizzazione al Rientro: Misure Attuative
Il programma del CLENAD si articola in cinque aree di intervento, ciascuna declinata in misure immediate (entro 6 mesi), di medio periodo (6–18 mesi) e strutturali (oltre 18 mesi). Esso recepisce le buone prassi definite dal MAECI nel Vademecum per i Punti di Contatto END, nonché le indicazioni del Formulario per la raccolta delle buone pratiche promosse da MAECI, Dipartimento Funzione Pubblica e CLENAD Italia.
3.1 Ricollocazione strategica dell’END
Il momento del rientro è il più critico. La mancata valorizzazione immediata è la principale causa di fuga dei talenti verso altri datori di lavoro nazionali o internazionali.
Misure immediate · 0–6 mesi
- Il Punto di Contatto END deve predisporre, almeno 3 mesi prima del rientro, un piano di ricollocazione che individui la posizione più idonea a valorizzare le competenze acquisite.
- Istituzione di un colloquio formale di reintegro tra il dirigente responsabile e l’ex END entro i primi giorni dal rientro, con esame della relazione di fine mandato.
- Aggiornamento immediato della Banca Dati END del MAECI con le nuove competenze acquisite durante il distacco.
Misure di medio periodo · 6–18 mesi
- Assegnazione preferenziale dell’ex END a unità operative o uffici di coordinamento europeo, coerenti con l’area tematica del distacco e con le competenze conseguite, anche linguistiche.
- Previsione di un punteggio supplementare per l’esperienza END di durata almeno biennale (come previsto dal novellato art. 32, D.Lgs. 165/2001).
- Applicazione del titolo preferenziale nelle procedure per incarichi dirigenziali con indicazione esplicita nel bando.
Misure strutturali · oltre 18 mesi
- Mappatura sistematica delle competenze degli ex END, anche ai fini della creazione di centri di competenza tematici trasversali alla PA e di programmi di impiego degli ex END a supporto di specifiche iniziative sovranazionali.
- Definizione, d’intesa con MAECI e Dipartimento Funzione Pubblica, di un catalogo standardizzato delle competenze END riconoscibili.
3.2 Trasferimento delle conoscenze e Knowledge Management
Il valore del distacco si moltiplica solo se le conoscenze acquisite vengono trasmesse all’intera organizzazione. Il rischio contrario è che il patrimonio informativo e relazionale dell’END resti un patrimonio individuale, che si disperde al momento di un eventuale cambio di lavoro.
- Organizzazione di sessioni di debriefing strutturate, da tenersi entro 90 giorni dal rientro, in cui l’ex END presenta a colleghi e superiori le priorità dell’istituzione UE di provenienza, i dossier aperti rilevanti per l’amministrazione, le reti professionali europee attivate e i metodi di lavoro adottati.
- Produzione di una nota informativa interna (basata sulla relazione di fine mandato) destinata alla dirigenza, con evidenza delle opportunità per il “sistema Italia” emerse durante il distacco.
- Istituzione, nelle amministrazioni con più END rientrati, di un gruppo di lavoro informale (alumni END) per il presidio continuativo dei dossier europei.
- Valorizzazione del profilo LinkedIn istituzionale dell’ex END nel gruppo CLENAD Italia, per la costruzione di una rete professionale visibile anche all’esterno.
3.3 Incentivi e riconoscimenti formali
Accanto alle misure normative già previste dall’art. 32 novellato, il programma prevede strumenti complementari di riconoscimento:
- Progressioni orizzontali: l’esperienza END biennale va esplicitamente indicata come criterio positivo nei contratti integrativi e negli accordi di produttività, dando piena attuazione alla norma primaria.
- Negli avvisi interni per incarichi di studio, consulenza o rappresentanza in sedi UE, gli ex END devono essere indicati come prioritari.
- Le relazioni annuali e di fine mandato devono essere considerate nella valutazione della performance individuale, con un peso adeguato rispetto agli obiettivi individuali dell’anno di rientro.
- Fondo MAECI: mantenimento ed aumento del fondo per sostenere i distacchi “senza spese” delle amministrazioni, rimuovendo uno dei principali ostacoli alla partecipazione.
3.4 Formazione continua e aggiornamento
Il rientro in patria non deve rappresentare la fine del percorso europeo dell’ex END, ma l’inizio di una nuova fase in cui le competenze acquisite vengono consolidate e approfondite:
- Partecipazione dell’ex END alle riunioni di coordinamento END organizzate dal MAECI, anche come mentore per i nuovi distaccandi.
- Accesso prioritario ai percorsi formativi della Scuola Nazionale dell’Amministrazione dedicati alla dimensione europea, in collaborazione con università e centri di ricerca italiani (proposta CLENAD all’evento presso il Parlamento Europeo, settembre 2025).
- Utilizzo del portale InPA per la pubblicazione di profili, esperienze e disponibilità degli ex END, rafforzando la visibilità del sistema.
- Attivazione di programmi di mentoring strutturati, in cui gli ex END supportino i candidati in fase di preparazione del distacco, creando una catena virtuosa di trasmissione dell’esperienza.
3.5 Coordinamento istituzionale
Il Vademecum del MAECI per i Punti di Contatto END indica chiaramente che la collaborazione tra Amministrazioni, MAECI e CLENAD è fondamentale. Le seguenti misure di sistema rafforzano tale coordinamento:
- Aggiornamento regolare dei Punti di Contatto END nelle amministrazioni, con formazione specifica e affiancamento in caso di avvicendamento del personale.
- Monitoraggio semestrale del MAECI sull’attuazione delle misure di valorizzazione al rientro, con raccolta sistematica delle buone pratiche (come previsto dal Formulario di raccolta elaborato da MAECI, Funzione Pubblica, Dipartimento Politiche Europee).
- Pubblicazione annuale, nel Rapporto CLENAD, di un capitolo dedicato alle buone pratiche di valorizzazione al rientro, identificando le amministrazioni virtuose e diffondendo i modelli replicabili.
- Dialogo strutturato con la Rappresentanza Permanente italiana presso l’UE per il presidio delle criticità fiscali e amministrative che possono disincentivare il rientro.
4La Relazione di Fine Mandato END: Guida alla Redazione Efficace
La relazione di fine mandato è lo strumento più importante a disposizione dell’END per valorizzare la propria esperienza. Redatta correttamente, essa costituisce il documento fondante del processo di valorizzazione al rientro: è il titolo preferenziale reso leggibile e spendibile nell’amministrazione di appartenenza.
Attenzione: due relazioni distinte
La Commissione Europea richiede che sia l’END che il responsabile dell’Unità di distacco predispongano ciascuno una propria relazione, da completare almeno un mese prima del termine del mandato. La relazione del supervisore europeo è un documento di valutazione esterno prezioso, che l’amministrazione di appartenenza dovrà acquisire e conservare nel fascicolo personale dell’END.
4.1 Principi guida per una relazione efficace
La relazione di fine mandato non è un mero adempimento burocratico: è un documento professionale che deve dimostrare il valore aggiunto acquisito e trasferibile. Deve essere redatta con la stessa cura di un curriculum vitae avanzato, combinando precisione fattuale e capacità di evidenziare impatto e rilevanza.
- Orientamento ai risultati, non alle attività: non descrivere cosa si è fatto, ma quali risultati concreti si sono conseguiti e quale impatto hanno avuto sul lavoro dell’istituzione e sugli interessi italiani.
- Linguaggio della Pubblica Amministrazione italiana: tradurre i termini tecnici europei in vocabolario comprensibile per dirigenti e funzionari dell’amministrazione di appartenenza, che potrebbero non essere familiari con le strutture UE.
- Prospettiva “sistema Italia”: evidenziare esplicitamente in che modo le attività svolte hanno tutelato o promosso gli interessi italiani, fornendo esempi concreti.
- Documentare le reti professionali: la rete europea costruita durante il distacco è un asset strategico dell’amministrazione: nomi, ruoli, aree di competenza dei contatti chiave vanno preservati in forma adeguata.
4.2 Struttura raccomandata della relazione
Si raccomanda la seguente struttura, che consente all’amministrazione di valorizzare immediatamente il documento sia ai fini della ricollocazione che della performance:
Dati identificativi e contesto
Chi sono, dove sono stato, in quale area tematica
- Nome, qualifica, amministrazione di appartenenza.
- Istituzione/organismo di distacco, Direzione Generale/Unità, sede, periodo (con eventuali proroghe).
- Nome della posizione gerarchica presso l’istituzione europea e contatto per eventuale acquisizione di valutazione.
- Area tematica di competenza (es.: sicurezza interna, politica commerciale, ambiente, ricerca, etc.).
Attività svolte e risultati
La sezione più importante: cosa ho fatto, con quali esiti, perché è rilevante
Per ciascuna funzione svolta, rispondere a tre domande: Cosa ho fatto? Con quali risultati misurabili? Perché questo è rilevante per la mia amministrazione?
- Descrizione delle responsabilità principali e dei dossier seguiti, con indicazione del livello di autonomia e del grado di rappresentanza istituzionale.
- Partecipazione a gruppi di lavoro, comitati, negoziati: specificare il ruolo (coordinatore, membro, esperto), le posizioni difese, gli esiti.
- Progetti completati o avanzati durante il mandato: stato di avanzamento, contributo personale, impatto sullo sviluppo delle politiche europee.
- Legislazione, regolamenti o decisioni cui si è contribuito in fase di preparazione, negoziazione o attuazione.
Competenze acquisite e trasferibili
Tecniche, metodologiche, linguistiche, trasversali
- Competenze tecniche di merito (es.: normativa doganale UE, procedura di infrazione, regolamentazione finanziaria, GDPR, politica di coesione, etc.) con indicazione del livello raggiunto.
- Competenze metodologiche e procedurali (redazione di impact assesment, gestione di consultazioni pubbliche, tecniche di negoziazione multilaterale, project management europeo).
- Competenze linguistiche consolidate o acquisite, con eventuale indicazione di certificazioni.
- Competenze di gestione dei processi decisionali UE: conoscenza del ciclo legislativo, delle procedure di comitologia, del funzionamento delle agenzie.
- Soft skills sviluppate: leadership in contesti multiculturali, negoziazione con delegazioni di 27 Stati membri, comunicazione istituzionale multilivello.
Rete professionale europea
Spesso trascurata, è di altissimo valore strategico per l’amministrazione
- Elenco dei contatti chiave acquisiti, con ruolo e istituzione (nel rispetto della privacy e della riservatezza istituzionale), organizzato per area tematica.
- Partecipazione a reti informali o forum tematici europei cui l’amministrazione potrebbe continuare ad avere accesso tramite l’ex END.
- Interlocutori presso Rappresentanze Permanenti di altri Stati membri con cui si sono sviluppate relazioni di lavoro stabili.
Raccomandazioni per l’amministrazione
Trasforma la relazione da documento personale a strumento di policy
- Dossier europei aperti o imminenti di rilievo per l’amministrazione: quali negoziati, regolamenti o direttive è prioritario presidiare nei prossimi 12-24 mesi.
- Posizioni da rafforzare o creare nelle istituzioni UE: suggerimenti fondati sull’esperienza diretta, con indicazione delle aree strategiche per l’interesse italiano.
- Suggerimenti per il futuro END che eventualmente subentra nella posizione: briefing tecnico, contatti da coltivare, documenti utili.
- Proposte per il miglioramento delle procedure interne di selezione, preparazione e valorizzazione degli END nell’amministrazione di appartenenza.
Autovalutazione e aspettative al rientro
Bilancio personale e disponibilità future
- Valutazione complessiva dell’esperienza: se le aspettative si sono realizzate, quali difficoltà si sono incontrate e come sono state superate.
- Posizione o funzione desiderata al rientro, con motivazione esplicita della coerenza con le competenze acquisite.
- Disponibilità ad attività di mentoring per futuri END e a sessioni di debriefing per i colleghi.
4.3 Errori comuni da evitare
Gli errori più frequenti nella relazione di fine mandato
1) Descrivere le attività in modo generico (“ho partecipato a riunioni”, “ho contribuito a dossier”) senza specificare quali, con che ruolo e con quali risultati.
2) Non tradurre la sigla o l’acronimo europeo per i lettori italiani.
3) Dimenticare di documentare la rete professionale costruita.
4) Non inserire raccomandazioni operative per l’amministrazione.
5) Limitare la relazione ai soli aspetti tecnici, trascurando le competenze trasversali acquisite.
6) Non collegare le competenze acquisite a posizioni o funzioni specifiche nell’amministrazione di rientro.
4.4 La relazione annuale: uno strumento da non sottovalutare
Ai sensi dell’art. 4 del DPCM 184/2014, la relazione annuale sull’attività svolta va trasmessa ai seguenti destinatari (attenzione: benché non sia esplicitato chi debba provvedere all'inoltro, ragioni di carattere sistematico inducono a ritenere che il relativo onere incomba all’amministrazione di appartenenza, visto che in seno alla stessa il legislatore prevede la costituzione di un apposito ufficio che svolga le funzioni di “punto di contatto” tra END, da un lato, e MAECI e Presidenza del Consiglio, dall’altro, vedi art. 3, comma 2):
- MAECI — rpue.pers.ue_end@esteri.it
- Dipartimento della Funzione Pubblica — via PEC a protocollo_dfp@mailbox.governo.it
- Dipartimento delle Politiche Europee — end.politicheeuropee@governo.it
La relazione annuale non va intesa come un mero adempimento, ma come un’opportunità per mantenere vivo il rapporto con l’amministrazione di appartenenza durante tutto il distacco. Si raccomanda di:
- Inviare la relazione annuale entro il primo mese dell’anno solare, eventualmente ispirandosi al modello pubblicato sul sito CLENAD Italia (“Scheda Relazione Annuale END”).
- Usare la relazione annuale come strumento di comunicazione proattiva: segnalare dossier di rilievo per l’amministrazione, condividere analisi sulle priorità dell’istituzione ospitante, proporre eventuali missioni di aggiornamento.
- Richiedere, in occasione dell’invio annuale, un riscontro formale da parte dell’amministrazione sulle proprie priorità e aspettative, mantenendo il dialogo aperto.
5Quadro Sinottico delle Misure e degli Strumenti
| Misura | Responsabile | Base normativa / Fonte |
|---|---|---|
| Piano di ricollocazione ante-rientro (3 mesi prima) | Punto di Contatto END | Vademecum MAECI, Buone Prassi |
| Colloquio formale entro 30 gg dal rientro | Dirigente + ex END | DPCM 184/2014, art. 4 |
| Aggiornamento Banca Dati MAECI | MAECI / Amm. appartenenza | DPCM 184/2014 |
| Titolo preferenziale per progressioni di carriera | Amm. appartenenza / DFP | Art. 32, D.Lgs. 165/2001 |
| Valorizzazione in concorsi dirigenziali (distacco ≥ 2 anni) | Commissioni concorsuali | Art. 32 novellato, 2024 |
| Sessioni debriefing con i colleghi (entro 90 gg) | Amminstrazione di appartenenza | Vademecum MAECI |
| Nota informativa interna per la dirigenza | ex END | Formulario Buone Pratiche MAECI |
| Relazione annuale durante il distacco | END | DPCM 184/2014, art. 4 |
| Relazione di fine mandato (1 mese prima) | END + figura gerarchica UE | Raccomandazione Commissione UE |
| Mentoring per nuovi END | ex END / CLENAD Italia | Proposta CLENAD convegno al PE 2025 |
| Hub settoriali tematici | CLENAD / MAECI / Amm. | Proposta CLENAD convegno al PE 2025 |
| Monitoraggio semestrale attuazione | MAECI | Vademecum MAECI |
6Conclusioni
Il sistema degli Esperti Nazionali Distaccati rappresenta per l’Italia uno strumento di eccezionale efficacia, il cui pieno potenziale è ancora sottoutilizzato. Con oltre 200 END attivi al 31 dicembre 2025, ma con candidature in riduzione rispetto al 2011 e un calo preoccupante dei rientri valorizzati, la pubblica amministrazione italiana rischia di disperdere un patrimonio di competenze europee costruito con anni di investimento.
La modifica all’art. 32 del D.Lgs. 165/2001 - risultato di tre anni di lavoro del CLENAD Italia con le istituzioni - costituisce una base legislativa solida. Il presente programma ne propone l’attuazione operativa, declinando le disposizioni normative in misure concrete, responsabilità specifiche e strumenti di rendicontazione.
La relazione di fine mandato, redatta seguendo le indicazioni della Sezione 4, non è un adempimento burocratico: è il passaporto professionale dell’ex END nel mercato interno della PA italiana e il principale strumento di trasferimento del valore europeo all’amministrazione di appartenenza. Ogni END che rientra porta con sé conoscenze, relazioni e visione che, se correttamente capitalizzati, possono valere anni di aggiornamento formativo e decine di missioni di rappresentanza.
Il messaggio centrale del programma
Valorizzare un END al rientro non è solo un atto di equità verso il singolo funzionario: è un investimento strategico per l’intera amministrazione e per il “sistema Italia”.
Ogni END non valorizzato è un’opportunità mancata di rafforzare la presenza italiana nei processi decisionali europei.
Il momento di agire è adesso, soprattutto in vista della Presidenza italiana del Consiglio UE nel 2028.
Documento redatto sulla base del Rapporto CLENAD Italia 2024-2025, del Vademecum MAECI per i Punti di Contatto END,
del Formulario per la raccolta delle buone pratiche, e delle iniziative del CLENAD a Ottobre 2025.
Direttivo CLENAD Italia 2025 ·