1. INTRODUZIONE
Il presente rapporto sintetizza le principali attività svolte dal CLENAD Italia nel 2025. Il periodo in esame ha visto un’intensa attività dell’associazione su molteplici fronti: dalla tutela degli interessi degli END italiani presso le istituzioni europee, alla promozione del networking tra colleghi, fino al rafforzamento della presenza italiana nelle istituzioni UE.
2. PANORAMICA DEGLI ESPERTI NAZIONALI DISTACCATI ITALIANI
Nota: il quadro 2025 prende spunto dalla relazione precedente e ne aggiorna i dati. Per una visione dei dati storica, consigliamo di prendere visione del Rapporto Clenad 2024/2025.
Nel quadro delle attività di monitoraggio e coordinamento sugli END, i dati aggiornati al 31 dicembre 2025 mostrano un sistema che resta dinamico, pur in presenza di criticità ormai strutturali nel rapporto tra bandi pubblicati, candidature ricevute e candidature effettivamente trasmesse alle istituzioni dell’Unione europea.
Rispetto al 2024, il numero complessivo di bandi pubblicati nel 2025 registra una lieve flessione, passando da 779 a 761, pari a -2,31%.
Anche le candidature ricevute diminuiscono da 153 a 140 (-8,5%), così come le candidature trasmesse all’UE, che scendono da 141 a 129 (-8,51%).
Questo andamento conferma una tendenza già evidenziata nel precedente rapporto Clenad: il numero dei bandi rimane elevato, ma non si osserva una crescita corrispondente delle candidature italiane.
Anche nel 2025 permane pertanto un disallineamento tra la domanda di professionalità da parte delle istituzioni europee e la capacità del sistema nazionale di alimentare in misura adeguata il bacino delle candidature.
Bandi pubblicati, candidature ricevute e candidature trasmesse a UE
| Periodo | Bandi pubblicati | Var. % anno precedente | Candidature ricevute | Var. % anno precedente | Candidature trasmesse a UE | Var. % anno precedente |
| 2024 | 779 | 10,50% | 153 | -15,93% | 141 | -6,0% |
| 2025 | 761 | -2,31% | 140 | -8,5% | 129 | -8,51% |
Fonte: elaborazione su dati END aggiornati al 31 dicembre 2025.
I dati relativi al 2025 confermano che il problema principale non è l’assenza di opportunità, bensì la conversione delle opportunità in candidature effettive in candidature competitive.
In questa prospettiva, restano attuali le considerazioni già presenti nel rapporto CLENAD in tema di promozione dei bandi, diffusione delle informazioni, semplificazione delle procedure e rafforzamento del sostegno amministrativo ai distacchi, in particolare per i bandi “senza spese” (ossia quelli privi di qualsiasi rimborso spese da parte dell’istituzione ricevente).
Numero complessivo di END italiani in servizio
Il dato 2025 mostra una crescita del numero complessivo di END italiani in servizio rispetto all’anno precedente. Gli END passano infatti da 216 a 228, con un incremento netto di 12 unità, pari a circa +5,6%.
L’aumento interrompe la lieve flessione rilevata nel quadro 2024 e conferma una sostanziale capacità del sistema italiano di mantenere e anzi rafforzare la propria presenza nelle istituzioni europee.
Guardando la serie storica riportata nelle statistiche, il totale 2025 rappresenta anche il valore più alto dal picco del 2018, quando gli END italiani erano 229, e segna dunque un ritorno su livelli molto elevati di presenza.
Totale END per anno (aggiornamento)
| Anno | Totale END |
| 2024 | 216 |
| 2025 | 228 |
Provenienza amministrativa degli END
Sul versante delle amministrazioni di provenienza, il dato più rilevante è la conferma del ruolo dominante delle amministrazioni centrali, che restano pari a 168 unità anche nel 2025. Accanto a questa stabilità, emergono però alcuni segnali di maggiore diversificazione del sistema.
Gli enti locali passano da 16 a 19 END, le università e gli enti di ricerca da 22 a 23, le autorità indipendenti da 6 a 11 e la Banca d’Italia da 4 a 7.
Nel complesso, pur restando molto concentrata nelle amministrazioni centrali, la partecipazione italiana al programma END nel 2025 appare leggermente più ampia e articolata rispetto al 2024.
END per amministrazione di provenienza — confronto 2024/2025
| Categoria | 2024 | 2025 | Variazione |
| Amministrazioni centrali | 168 | 168 | 0 |
| Enti locali | 16 | 19 | +3 |
| Università e ricerca | 22 | 23 | +1 |
| Autorità | 6 | 11 | +5 |
| Banca d’Italia | 4 | 7 | +3 |
| Totale END | 216 | 228 | +12 |
Tra le amministrazioni centrali, restano particolarmente rappresentati il Ministero dell’Interno – Pubblica Sicurezza, con 47 END, il Ministero della Difesa – Stato Maggiore della Difesa, con 28, le Capitanerie di Porto e Guardia Costiera e la Guardia di Finanza, entrambe con 13, e l’Agenzia delle Dogane con 12.
Il confronto con i dati precedenti tuttavia mostra alcuni spostamenti significativi. Nel 2024 il Ministero dell’Interno – Pubblica Sicurezza contava 50 END, mentre nel 2025 scende a 47; il Ministero della Difesa – SMD passa da 39 a 28; al contrario crescono alcune amministrazioni con un profilo più trasversale o amministrativo, come il MAECI, che passa da 6 a 8, e il MEF, che passa da 5 a 7.
Questo suggerisce che l’incremento complessivo del numero di END non deriva soltanto dai comparti sicurezza e difesa, ma anche da un allargamento della partecipazione in altri segmenti dell’amministrazione pubblica e delle autorità indipendenti.
| Amministrazione | Donne | Uomini | Totale |
| Ministero Interno – P.S. | 10 | 37 | 47 |
| Ministero Difesa – SMD | 0 | 28 | 28 |
| Capitanerie di Porto e Guardia Costiera | 0 | 13 | 13 |
| Guardia di Finanza | 2 | 11 | 13 |
| Agenzia delle Dogane | 5 | 7 | 12 |
| Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internaz. | 7 | 1 | 8 |
| Ministero Economia e Finanze | 6 | 1 | 7 |
| Ministero Difesa – Personale Civile | 2 | 3 | 5 |
| Ministero Giustizia | 3 | 1 | 4 |
| Ministero Sviluppo Economico (MIMIT) | 2 | 2 | 4 |
| Agenzia Italiana per il Farmaco | 0 | 3 | 3 |
| Ministero Infrastrutture e Trasporti | 1 | 2 | 3 |
| Agenzia delle Entrate | 1 | 1 | 2 |
| Cassa Depositi e Prestiti | 1 | 1 | 2 |
| Ministero Istruzione | 2 | 0 | 2 |
| Ministero Lavoro | 2 | 0 | 2 |
| Ministero Salute | 2 | 0 | 2 |
| PDC – Dip. Protezione Civile | 1 | 1 | 2 |
| Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo | 0 | 1 | 1 |
| Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale | 0 | 1 | 1 |
| Corte dei Conti | 0 | 1 | 1 |
| Ministero Ambiente | 1 | 0 | 1 |
| Ministero Cultura | 1 | 0 | 1 |
| Ministero Interno – Personale Civile | 1 | 0 | 1 |
| Ministero Interno – Vigili del Fuoco | 0 | 1 | 1 |
| Ministero Politiche Agricole (MASAF) | 0 | 1 | 1 |
| PDC – Presidenza del Consiglio | 0 | 1 | 1 |
| TOTALE AMM. CENTRALI | 50 | 118 | 168 |
| Ente | Donne | Uomini | Totale |
| Regione Friuli Venezia Giulia | 4 | 1 | 5 |
| Regione Liguria | 1 | 2 | 3 |
| Regione Emilia-Romagna | 1 | 1 | 2 |
| Regione Lombardia | 2 | 0 | 2 |
| Regione Sardegna | 2 | 0 | 2 |
| Comune di Trieste | 1 | 0 | 1 |
| Provincia di Trento | 0 | 1 | 1 |
| Regione Piemonte | 0 | 1 | 1 |
| Regione Puglia | 1 | 0 | 1 |
| Regione Toscana | 0 | 1 | 1 |
| TOTALE ENTI LOCALI | 12 | 7 | 19 |
| ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica | 3 | 4 | 7 |
| CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche | 2 | 1 | 3 |
| ENEA – Ag. Naz. nuove tecnologie, energia e svil. sostenibile | 1 | 2 | 3 |
| ISPRA – Ist. Sup. per la Protezione e la Ricerca Ambientale | 1 | 2 | 3 |
| ASI – Agenzia Spaziale Italiana | 1 | 1 | 2 |
| Area Science Park | 0 | 1 | 1 |
| CIRA – Centro Italiano Ricerche Aerospaziali | 0 | 1 | 1 |
| Politecnico di Torino | 1 | 0 | 1 |
| Università Cattolica | 1 | 0 | 1 |
| Università degli Studi di Parma | 0 | 1 | 1 |
| TOTALE UNIVERSITÀ E RICERCA | 10 | 13 | 23 |
| Autorità Garante Concorrenza e Mercato | 2 | 1 | 3 |
| Autorità Garanzie nelle Comunicazioni | 1 | 2 | 3 |
| CONSOB | 0 | 2 | 2 |
| Autorità Nazionale Anticorruzione | 0 | 1 | 1 |
| ENAC | 0 | 1 | 1 |
| IVASS – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni | 0 | 1 | 1 |
| TOTALE AUTORITÀ | 3 | 8 | 11 |
| Banca d’Italia | 2 | 5 | 7 |
| TOTALE BANCA D’ITALIA | 2 | 5 | 7 |
Presenza femminile e maschile
Per quanto riguarda la composizione di genere, il 2025 presenta un lieve miglioramento della presenza femminile rispetto al quadro 2024. I dati del file Excel riportano infatti 77 donne e 151 uomini su un totale di 228 END, pari a circa il 33,8% di donne e il 66,2% di uomini.
Il quadro risultante dal precedente rapporto sottolineava una netta prevalenza maschile, con particolare concentrazione nei settori della sicurezza e della difesa. Questo elemento resta vero anche nel 2025, ma la presenza femminile mostra un progresso in termini assoluti e relativi, favorito anche dalla crescita di categorie come autorità, enti locali e comparto ricerca.
END per genere — 2025
| Genere | Totale | Quota % |
| Donne | 77 | 33,8% |
| Uomini | 151 | 66,2% |
| Totale | 228 | 100% |
Anche per il 2025, la distribuzione di genere rimane molto sbilanciata in alcune amministrazioni e destinazioni istituzionali, in particolare nei comparti operativi legati alla sicurezza, alla difesa e al controllo delle frontiere.
Destinazioni istituzionali
Uno dei dati più interessanti del 2025 riguarda la distribuzione degli END italiani nelle diverse istituzioni, organi e organismi dell’Unione europea. Il confronto con il quadro 2024 evidenzia infatti una ricomposizione significativa delle destinazioni.
La Commissione europea passa da 88 a 104 END, con un aumento di 16 unità, e torna così a rappresentare la principale sede di distacco. Le altre istituzioni UE crescono da 8 a 11. Il SEAE scende lievemente da 32 a 31, mentre gli altri organi e organismi passano da 88 a 82.
END per destinazione istituzionale — confronto 2024/2025
| Destinazione | 2024 | 2025 | Variazione |
| Commissione | 88 | 104 | +16 |
| Altre istituzioni UE | 8 | 11 | +3 |
| SEAE | 32 | 31 | -1 |
| Altri organi ed organismi | 88 | 82 | -6 |
| Totale END | 216 | 228 | +12 |
Questo riequilibrio merita attenzione. Se nel 2024 il sistema appariva fortemente polarizzato tra Commissione e altri organi e organismi, entrambi attestati a quota 88, nel 2025 si osserva un rafforzamento netto della presenza italiana nella Commissione.
Si tratta di un segnale importante, perché la Commissione rappresenta il centro del policy-making europeo e il principale luogo in cui si formano le proposte legislative, regolatorie e strategiche dell’Unione.
Di contro, il calo negli altri organi e organismi non indica necessariamente un indebolimento complessivo della presenza italiana, ma una redistribuzione verso funzioni più direttamente collegate all’elaborazione delle politiche europee. Questa lettura è coerente con quanto già osservato dal CLENAD sull’importanza di rafforzare il posizionamento italiano nelle Direzioni Generali e negli uffici strategici dell’Unione.
Focus sulla Commissione europea
Nel 2025 le Direzioni Generali e i servizi della Commissione con il maggior numero di END italiani sono ESTAT con 8 unità, CNECT con 7, FISMA con 7, SANTE con 7, DEFIS con 6, ECHO con 6, OLAF con 6 e TAXUD con 6.
Il dato è particolarmente interessante perché mostra una distribuzione che combina settori tradizionalmente forti, come statistica, fiscalità, mercato interno e sicurezza, con ambiti ad alta rilevanza strategica quali finanza, digitale, salute, difesa e politiche industriali.
In particolare, la presenza in FISMA sale a 7 END nel 2025, rispetto ai 5 riportati nella pagina attuale per il 2024, confermando l’importanza crescente delle politiche finanziarie e dell’Unione dei mercati dei capitali.
Prime DG/servizi per numero di END nel 2025
| Direzione generale / servizio | Totale END 2025 |
| ESTAT | 8 |
| CNECT | 7 |
| FISMA | 7 |
| SANTE | 7 |
| DEFIS | 6 |
| ECHO | 6 |
| OLAF | 6 |
| TAXUD | 6 |
| BUDG | 5 |
| COMP | 4 |
Focus su agenzie e organismi
All’interno della categoria “altri organi e organismi”, FRONTEX resta la prima destinazione con 43 END nel 2025, nonostante una lieve flessione rispetto ai 45 del 2024. Seguono EMSA con 7, EPPO con 5, EUROPOL con 5, EMA con 3, ERC con 3 e SRB con 3.
Questi dati confermano che il presidio italiano resta molto forte nelle agenzie operative e nei settori legati a sicurezza, giustizia, mobilità, controllo delle frontiere e regolazione tecnica. Al tempo stesso, il lieve ridimensionamento di FRONTEX e di altri organismi rispetto al 2024 suggerisce un riequilibrio verso la Commissione e verso un presidio più diretto delle sedi decisionali e regolatorie.
Principali organismi nel 2025
| Organismo | Totale END 2024 | Totale END 2025 | Variazione |
| FRONTEX | 45 | 43 | -2 |
| EMSA | 7 | 7 | 0 |
| EPPO | 4 | 5 | +1 |
| EUROPOL | 9 | 5 | -4 |
| ERC | 3 | 3 | 0 |
| SRB | 2 | 3 | +1 |
Commento comparativo 2024–2025
Nel confronto tra il 2024 e il 2025 emergono tre messaggi principali. Il primo è che la presenza italiana complessiva negli END cresce, passando da 216 a 228, suggerendo che il sistema mostra una buona capacità di tenuta e di rilancio.
Il secondo è che questa crescita si accompagna a un cambiamento qualitativo nella distribuzione delle destinazioni: aumenta in modo netto la presenza nella Commissione europea, mentre si riduce leggermente quella negli altri organismi operativi. Questo rafforza il posizionamento italiano nei luoghi in cui si definiscono con maggiore intensità le priorità e gli orientamenti delle politiche dell’Unione.
Il terzo è che, nonostante l’aumento del numero complessivo di END, restano aperte alcune criticità strutturali già individuate dal CLENAD: il calo progressivo delle candidature rispetto al volume dei bandi, la forte concentrazione delle provenienze nelle amministrazioni centrali, e una persistente disparità di genere nei comparti più esposti sul versante sicurezza e difesa.
Nel complesso, il 2025 può essere letto come un anno di consolidamento con segnali di evoluzione positiva. La presenza italiana cresce, la distribuzione per provenienza si fa leggermente più diversificata, e il presidio nella Commissione si rafforza. Proprio per questo, la fase successiva dovrebbe concentrarsi su un duplice obiettivo: ampliare ulteriormente la base delle candidature, soprattutto tra amministrazioni ancora poco presenti, e rendere più strutturale il sostegno ai distacchi strategici, così da trasformare l’incremento quantitativo del 2025 in un rafforzamento stabile e duraturo della presenza italiana nelle istituzioni dell’Unione europea.
3. ATTIVITÀ ISTITUZIONALI
3.1 Conferenza al Parlamento Europeo (30 settembre 2025)
Il CLENAD Italia ha organizzato un evento di alto profilo presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, con la partecipazione dell’On. Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento Europeo, e delle massime cariche della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE.
Obiettivi dell’evento:
- Dare visibilità al contributo strategico degli END italiani nelle istituzioni europee
- Creare un dialogo diretto con le istituzioni che plasmano il futuro dell’Europa
- Rafforzare il networking tra END e rappresentanti istituzionali
Contenuti del discorso presidenziale:
Il Presidente Luca Amadei ha presentato la visione strategica del CLENAD per il 2028, anno della Presidenza italiana del Consiglio dell’UE, articolata su tre obiettivi ambiziosi:
- Obiettivo quantitativo: portare il numero totale di END italiani da 225 a 300
- Obiettivo qualitativo: aumentare significativamente la presenza nei settori strategici (DEFIS, FISMA, COMP)
- Obiettivo sistemico: costituire hub settoriali per valorizzare l’esperienza END e creare sinergie con istituzioni e imprese italiane
3.2 Riunione di coordinamento END (16 luglio 2025)
Il Presidente CLENAD è intervenuto alla XVII Riunione di coordinamento END organizzata dal Ministero degli Affari Esteri, focalizzandosi sulla problematica fiscale relativa alla tassazione belga delle allowances.
4. TUTELA DEGLI INTERESSI: LA QUESTIONE FISCALE
4.1 Il problema della tassazione delle allowances
Una delle priorità del CLENAD nel 2025 è stata la tutela degli END rispetto alla questione della tassazione belga delle indennità mensili (allowances) corrisposte dalla Commissione Europea. Mentre l’Agenzia delle Entrate italiana ha chiarito che le allowances non sono soggette a tassazione in Italia, il Ministero delle Finanze belga ha invece ritenuto di assoggettarle a imposizione fiscale.
Impatti concreti:
- Almeno 3 END italiani hanno ricevuto cartelle esattoriali per decine di migliaia di euro
- Il problema riguarda anche END di altri Stati membri (Grecia, Austria, Francia)
- Il fisco belga reitera le richieste ogni quattro anni, creando incertezza permanente
4.2 Argomenti giuridici e azioni intraprese
Il CLENAD ha elaborato tre argomenti fondamentali a sostegno della non tassabilità delle allowances:
- Violazione articolo 3 TUE: gli Stati membri devono facilitare la missione dell’UE; tassare le allowances scoraggia l’assunzione di incarichi END
- Reindirizzamento di fondi UE: la tassazione rappresenta un’appropriazione unilaterale di risorse dell’Unione da parte del Belgio
- Compromissione autonomia organizzativa: la Commissione non può garantire trattamento equo agli END se le allowances vengono tassate
Supporto fornito agli END:
- Linee guida per la compilazione della dichiarazione dei redditi belga
- Assistenza diretta ai colleghi che hanno ricevuto avvisi di accertamento
- Coordinamento con la Rappresentanza Permanente d’Italia
- Raccordo con la Commissione Europea per azioni diplomatiche verso il Ministero delle Finanze belga
5. ATTIVITÀ DI NETWORKING E COESIONE
Il CLENAD ha organizzato una serie di eventi informali (AperiCLENAD) per favorire la coesione tra END italiani, facilitare lo scambio di esperienze e rafforzare il senso di comunità. Tutti gli eventi si sono svolti presso il Grand Central (Rue Beillard 190, Bruxelles).
Calendario eventi:
- 24 luglio 2025: AperiCLENAD estivo con aggiornamenti su questioni fiscali e AIRE
- 23 ottobre 2025: AperiCLENAD autunnale
- 11 dicembre 2025: AperiCLENAD natalizio con scambio di auguri
Questi momenti hanno permesso non solo il networking professionale, ma anche la condivisione informale di best practices e la discussione su tematiche di interesse comune.
6. INIZIATIVE SPECIFICHE
6.1 Database END – Aggiornamento portale MAECI
In risposta a richieste di chiarimenti sul Database gestito dal Ministero degli Affari Esteri, il CLENAD ha aggiornato la sezione Q&A del sito web, creando una nuova sezione dedicata contenente informazioni su:
- Relazione annuale degli END
- Relazione di fine mandato
- Portale MAECI dedicato ai curriculum vitae degli END
6.2 Iniziativa legale per militari END
Il CLENAD ha condiviso e sostenuto un’importante iniziativa legale promossa da un gruppo di END militari, volta a risolvere criticità normative e retributive che penalizzano il personale militare in servizio all’estero ai sensi dell’art. 1808 del COM.
Problematiche affrontate:
- Taglio del 20% sulle diarie: riduzione ingiustificata introdotta dal D.L. 223/2006 (Decreto Bersani)
- Diarie ferme dal 2003: mancanza di aggiornamenti per oltre 20 anni, con erosione del potere d’acquisto
- ALSE sospesa in licenza: indennità sospesa durante le ferie nonostante le spese fisse permangano
Richieste al Ministero della Difesa:
- Eliminazione del taglio del 20% alle diarie
- Aggiornamento regolare delle diarie in base al costo della vita reale
- ALSE piena anche durante le licenze
- Revisione biennale delle indennità estere
L’iniziativa, promossa dallo Studio Legale MFLAW di Roma, prevede l’invio di una lettera formale ai ministeri competenti e, in caso di esito negativo, il ricorso al TAR. La scadenza per le adesioni è stata fissata al 15 settembre 2025, con un contributo massimo stimato di 50 euro per le spese legali della fase stragiudiziale.
7. STRUMENTI DI COMUNICAZIONE E COORDINAMENTO
Il CLENAD utilizza diversi canali per mantenere gli END informati e connessi:
- Sito web: clenaditalia.it – costantemente aggiornato con news, documenti e risorse utili
- Mailing list: inviti ad eventi e comunicazioni ufficiali
- LinkedIn: gruppo dedicato (linkedin.com/groups/8984471)
- Microsoft Teams: gruppo “CLENAD Italia” per comunicazioni rapide
- Email: italia@gmail.com per richieste e assistenza
8. PROPOSTE STRATEGICHE PER IL FUTURO
In vista della Presidenza italiana del Consiglio dell’UE nel 2028, il CLENAD ha elaborato una strategia articolata per massimizzare il valore degli END per il Sistema Italia.
8.1 Formazione e preparazione
- Creare percorsi formativi specializzati per futuri END in collaborazione con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione
- Sviluppare programmi di preparazione con università ed enti di ricerca italiani
8.2 Valorizzazione dell’esperienza
- Riconoscimento dell’esperienza END negli avanzamenti di carriera e nei concorsi per la dirigenza
- Creazione di meccanismi premianti per favorire il rientro in Italia
- Strutturazione di progetti di distacco più organizzati e condivisi con le amministrazioni di appartenenza
8.3 Hub settoriali di competenza
- Sviluppare centri tematici che colleghino END in servizio, ex-END rientrati, istituzioni italiane e settori produttivi
- Creare sinergie tra politiche europee, capacità del Sistema Italia e interessi strategici nazionali
- Preservare e valorizzare il patrimonio di competenze acquisito a Bruxelles
9. CONCLUSIONI
Il 2025 ha rappresentato un periodo di intensa attività per il CLENAD Italia, caratterizzato da:
- Visibilità istituzionale: l’evento al Parlamento Europeo ha dato risonanza al ruolo strategico degli END italiani
- Tutela concreta: assistenza puntuale sulla questione fiscale delle allowances
- Coesione di comunità: eventi regolari di networking hanno rafforzato i legami tra colleghi
- Solidarietà trasversale: supporto all’iniziativa per i militari END
- Visione strategica: definizione di obiettivi ambiziosi per il 2028
Gli END rappresentano un patrimonio inestimabile per l’Italia: sono antenne strategiche nel cuore decisionale europeo, professionisti che acquisiscono competenze uniche e reti internazionali di valore. Il CLENAD continuerà a lavorare per garantire che questo patrimonio venga adeguatamente riconosciuto, tutelato e valorizzato, contribuendo così a rafforzare la presenza e l’influenza italiana nelle istituzioni dell’Unione Europea.
Il Direttivo CLENAD Italia 2026